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il programma terapeutico

il programma terapeutico

“Progetto Uomo” pone l’uomo al centro di un intervento multidisciplinare accogliendolo nella sua fragilità e nel suo disagio esistenziale, che esprime nell'affrontare la quotidianità della vita. è innanzitutto un programma educativo che invita a riflettere sul comportamento sociale di ogni persona, ad approfondire la conoscenza di sé, a condividere i propri sentimenti stimolando la comunicazione e i rapporti interpersonali, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita e di favorire l’integrazione positiva e dinamica fra individuo e ambiente. Propone risposte personalizzate, integrandole tra loro secondo le necessità e i bisogni di ciascuno.

Il programma terapeutico educativo

Il percorso riabilitativo proposto non è altro che il riappropriarsi consapevole da parte dell’utente e della sua famiglia, della storia personale, delle risorse interiori e culturali presenti o da sviluppare, la presa in carico, chiara e non delegabile, dei propri bisogni, problemi e responsabilità. Tutto ciò dentro un ambiente educativo, ricco di stimoli e di strumenti, garantito da operatori professionalmente preparati. L’impostazione del programma di recupero per tossicodipendenti, elaborata nel 1979, è articolata in tre momenti:

Accoglienza

è un ambiente libero dalla droga, senza giudizi e pregiudizi, dove la persona, fuori dalla pressione familiare e sociale, ha la possibilità di allontanarsi dalla droga, prendere coscienza della propria situazione e decidere che fare della propria vita. L’obiettivo è di favorire un graduale processo di “motivazione al cambiamento”. L’accoglienza può essere diurna o residenziale, aperta ai tossicodipendenti e alle rispettive famiglie, senza l’allontanamento dal territorio per favorire il processo terapeutico.

Comunità Terapeutica

è un ambiente protetto in cui le persone hanno l’opportunità di interagire, ascoltare, apprendere, progettare, evolversi e crescere nel modo che maggiormente riflette le loro capacità e il loro potenziale collettivo. La dinamica di questo processo deriva in parte dall'organizzazione sociale della comunità e in parte dalle motivazioni delle persone coinvolte. La Comunità intesa come proseguimento del cammino di riabilitazione è concepita come un momento residenziale o diurno in cui l’ospite riscopre e sperimenta valori, abilità e nuove relazioni. Il processo di riabilitazione è centrato sulla persona dell’utente, non sulle prestazioni degli operatori, né su attività lavorative da apprendere per incentivare la produzione per il mantenimento della Comunità. La vita di Comunità, quindi, rappresenta una fase di rielaborazione della relazione personale e sociale, volta al cambiamento, alla maturazione culturale, alla consapevolezza e alla ricerca di significato. Una Comunità protetta per favorire il cammino individuale, inserita nella società di appartenenza, un sistema aperto, che coinvolge la famiglia in un percorso parallelo.

Comunità di Reinserimento

Quale terzo momento del cammino di riabilitazione è stato organizzato un percorso personalizzato di rientro graduale nella società in forma residenziale o semiresidenziale, in quanto momento cruciale di autentica scelta progettuale di vita, di socializzazione concreta, dove si impara a far fronte alla fatica quotidiana del vivere, del lavorare e dell’ammalarsi. Nella coscienza dei responsabili dei diversi Centri è maturata la convinzione che nessun programma terapeutico debba essere considerato un’isola avulsa dalla realtà sociale di appartenenza, dove si compie un ‘affare privato’ utente-operatore con una delega in bianco della famiglia o della società; tanto meno una proposta statica ed etichettata da una professionalità specifica (quale quella medica o psicoterapeutica) o l’applicazione di una teoria sui comportamenti umani.

Oggi, sono attivi oltre 600 servizi che realizzano una molteplicità di azioni
non solo nel settore delle dipendenze:

  • Servizi ambulatoriali
  • Accoglienza Diurna
  • Accoglienza Residenziale
  • Accoglienza Semiresidenziale
  • Comunità Terapeutiche
  • Percorsi di Reinserimento residenziali e semi residenziali
  • Centri di disintossicazione residenziale
  • Comunità specialistica di doppia diagnosi
  • Comunità per mamme con bambini
  • Comunità per minori
  • Percorsi residenziali e ambulatoriali per consumatori di cocaina
  • Comunità per alcoldipendenti
  • Case di convalescenza per malati con malattie inabilitanti
  • Percorsi di accoglienza e trattamento per carcerati
  • Accoglienze per donne disagiate
  • Case di accoglienza per rifugiati politici
  • Ospitalità per immigrati
  • Percorsi di counseling per disturbi alimentari
  • Servizi di sostegno per i famigliari dei tossicodipendenti
  • Programmi per giocatori d’azzardo
  • Cooperative lavorative sociali
  • Servizi territoriali di prevenzione
  • Centri studi
  • Servizi di comunicazione e informazione

La Federazione è in prima linea da molti anni nella prevenzione delle dipendenze con un lavoro in profondità a sostegno della famiglia, promuovendo attività in collaborazione con scuole di ogni ordine e grado, attiva soprattutto sulle dinamiche del disagio giovanile (droghe sintetiche e dipendenze varie).

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“La nostra Federazione, i nostri Centri sono la storia di un “molo” che diventa un “porto” in cui anime ferite approdano, per poter trovare rifugio, ritrovare forza, rifocillarsi, accarezzando ed afferrando la speranza, per poi ripartire. Luoghi del cuore. Porti che fanno sentire a tutti il bisogno di terraferma, ma che rendono irresistibile il richiamo del mare. E prendere il largo, sempre. Per essere non solo accanto ai poveri, ma dalla parte degli ultimi, sempre! Perché l’amore non è mai neutrale,è esigente ed implacabile. Dà la vita per la verità, e la verità è l’Uomo.”

"Partiamo dal presupposto che nessuno è irrecuperabile e che ogni uomo è sempre portatore di enormi potenzialità. Occorre partire da questo per predisporre qualsiasi piano di contrasto alle dipendenze che possa avere un’efficacia reale e misurabile."

"La scelta di una presa in carico totale della persona e non solo del suo problema, di una condivisione non asettica delle sue sofferenze ma anche di una valorizzazione reale dei suoi talenti, possibile solo con un percorso comune, fedeli alla scelta di specchiarsi nell'altro, come recita la nostra filosofia, anche quando lo specchio è incrinato o deformante."