Viterbo

Ceis “S. CRISPINO” di Viterbo

Indirizzo Sede Principale
Piazza S. Lorenzo n. 6
01100 Viterbo
Anno di Costituzione
1982
Presidente
Don Alberto Canuzzi
Contatti Segreteria Amministrativa
Piazza S. Agostino n. 5 - 01100 Viterbo
Tel 0761.220791 
Fax 0761.305214
Mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Contatti Sede Operativa
La Quercia, Str. Acquabianca n. 7
Tel 0761.228127 - 0761.220791 
Fax 0761.321346
Mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Web www.ceis.viterbo.it

Il Centro di Solidarietà “S. Crispino” di Viterbo nasce nel 1982 su iniziativa di Mons. Luigi Boccadoro, allora Vescovo di Viterbo, tra i primi a riconoscere come segnali di pericolo i dati sulla crescente diffusione della droga nella provincia. Inizialmente è un gruppo di volontari a ricercare la risposta più adeguata e ben presto la scelta cade sul programma terapeutico “Progetto Uomo”. Dopo la formazione dei primi operatori, vengono attivate l’Accoglienza, la Comunità terapeutica e il Reinserimento. Per offrire maggiori e qualificati servizi recentemente è stata aperta anche la Comunità di Orientamento. Grande attenzione è stata data dal Centro “S. Crispino” all'inserimento professionale degli ex tossicodipendenti, attraverso numerosi Corsi di formazione e stage. Nel 2000 è stata aperta la comunità “ Campus Felli “ ove è stato possibile realizzare il progetto regionale “Diogene” per la cura di soggetti affetti da patologie ricadenti nell'ambito della “doppia diagnosi”. Il CeIS ha inoltre sviluppato programmi specifici per accogliere persone con patologie di dipendenza da cocaina e da gioco. Ha organizzato anche un progetto per l’accoglienza guidata per persone provenienti dal carcere. È in atto una importante revisione sia strutturale sia del programma terapeutico, tenendo conto: • delle nuove conoscenze scientifiche in materia di dipendenza patologica e addiction e la presenza di nuove forme di dipendenza • del cambiamento del tessuto familiare • di programmi residenziali in misura alternativa al carcere • dell’attuazione delle linee guida della valutazione degli esiti adottato dalla Regione Lazio. • l’aumento della consapevolezza dell’esistenza di un alto grado di comorbilità psichiatrica • l'alta incidenza di drop out e di ricadute presenti nell'attuale programma.

SERVIZI PER LE DIPENDENZE

COMUNITÀ TERAPEUTICO RIABILITATIVA RESIDENZIALE AREA TOSSICODIPENDENTI - Strada Acquabianca n° 7 - 01100 Fraz. “La Quercia” - Viterbo - tel. 0761/220791 - fax 0761/306100; n. 40 utenti adulti

COMUNITÀ ACCOGLIENZA TERAPEUTICO RIABILITATIVA RESIDENZIALE AREA TOSSICODIPENDENTI - Strada Palanzana n°15 - 01100 Viterbo - tel. 0761/220791 - fax 0761/346191; n. 20 utenti adulti

COMUNITÀ TERAPEUTICA RESIDENZIALE PER LA DOPPIA DIAGNOSI - Strada Acquabianca n°11/B - 01100 Fraz. La Quercia Viterbo - tel. 0761/220791 - fax 0761/332018; n. 20 utenti adulti

“NO MORE GAP ADDICTION“ - Programma residenziale per gioco d’azzardo patologico - finanziato dalla CEI

StampaEmail

“La nostra Federazione, i nostri Centri sono la storia di un “molo” che diventa un “porto” in cui anime ferite approdano, per poter trovare rifugio, ritrovare forza, rifocillarsi, accarezzando ed afferrando la speranza, per poi ripartire. Luoghi del cuore. Porti che fanno sentire a tutti il bisogno di terraferma, ma che rendono irresistibile il richiamo del mare. E prendere il largo, sempre. Per essere non solo accanto ai poveri, ma dalla parte degli ultimi, sempre! Perché l’amore non è mai neutrale,è esigente ed implacabile. Dà la vita per la verità, e la verità è l’Uomo.”

"Partiamo dal presupposto che nessuno è irrecuperabile e che ogni uomo è sempre portatore di enormi potenzialità. Occorre partire da questo per predisporre qualsiasi piano di contrasto alle dipendenze che possa avere un’efficacia reale e misurabile."

"La scelta di una presa in carico totale della persona e non solo del suo problema, di una condivisione non asettica delle sue sofferenze ma anche di una valorizzazione reale dei suoi talenti, possibile solo con un percorso comune, fedeli alla scelta di specchiarsi nell'altro, come recita la nostra filosofia, anche quando lo specchio è incrinato o deformante."