"FICT: 30 anni dalla parte della vita"

Roma, 14 Dicembre 2011
Sala Conferenze dell'UNICEF, Via Palestro n. 68


L’attività dei 44 Centri federati è iniziata l’11 gennaio del 1981 a Firenze.

Dopo 30 anni, la più estesa rete di servizi per le dipendenze in Italia si riunisce a Roma mercoledì, 14 dicembre, ore 14,00 – presso la Sala Conferenze dell’Unicef, Via Palestro n. 68

Verrà consegnato il VII Premio Naz.le della Solidarietà FICT 2011 alla CARITAS italiana per i suoi 40 anni di presenza sul territorio a favore della solidarietà.

L’incontro sarà un momento di riflessione – afferma Don Mimmo Battaglia, Presidente della FICT – sulla crisi e sulle nuove povertà...

leggi 


in progettouomo.net

Interverranno alla Tavola Rotonda:

  • Don Mimmo Battaglia, Presidente FICT
  • Don Vittorio Nozza, Direttore Caritas Italiana
  • Dott. Andrea Oliviero, Presidente ACLI e Forum Terzo Settore
  • Per informazioni:
    Uff. Comunicazione  FICT:
    t. 06.66166668 - f. 06.66141428 - mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    StampaEmail

    “La nostra Federazione, i nostri Centri sono la storia di un “molo” che diventa un “porto” in cui anime ferite approdano, per poter trovare rifugio, ritrovare forza, rifocillarsi, accarezzando ed afferrando la speranza, per poi ripartire. Luoghi del cuore. Porti che fanno sentire a tutti il bisogno di terraferma, ma che rendono irresistibile il richiamo del mare. E prendere il largo, sempre. Per essere non solo accanto ai poveri, ma dalla parte degli ultimi, sempre! Perché l’amore non è mai neutrale,è esigente ed implacabile. Dà la vita per la verità, e la verità è l’Uomo.”

    "Partiamo dal presupposto che nessuno è irrecuperabile e che ogni uomo è sempre portatore di enormi potenzialità. Occorre partire da questo per predisporre qualsiasi piano di contrasto alle dipendenze che possa avere un’efficacia reale e misurabile."

    "La scelta di una presa in carico totale della persona e non solo del suo problema, di una condivisione non asettica delle sue sofferenze ma anche di una valorizzazione reale dei suoi talenti, possibile solo con un percorso comune, fedeli alla scelta di specchiarsi nell'altro, come recita la nostra filosofia, anche quando lo specchio è incrinato o deformante."