“Don Franco nella storia della Chiesa”

“Il Patriarca, una settantina di sacerdoti da ogni parte d’Italia e tanti amici per l’addio al fondatore del Centro Don Milani ”

"...A prendere la parola per un commosso addio, don Egidio Smacchia di Civitavecchia: «La vita di don Franco è stata un anno giubilare lungo tutta la sua esistenza, pellegrino della misericordia in cammino per la vita. Lo so che nel paradiso non ci sono cose terrestri, ma mi piace vederti con un piatto di funghi, un buon bicchiere di vino, Gesù, Maria, i vecchi genitori, gli amici e tanti disagiati». Poi è stata la volta di don Mimmo Battaglia di Catanzaro, presidente della Federazione Italiana Comunità Terapeutiche: «Don Franco ci ha insegnato che per amare è necessario schiudersi agli altri, scacciare i fantasmi della paura e della diversità, ripeteva che è importante conoscere, scambiare, contaminarsi e donare, cambiare pelle al presente per farsi costruttore di strade aperte alla reciprocità, don Franco ci ha indicato la strada del farsi prossimo»...."

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“La nostra Federazione, i nostri Centri sono la storia di un “molo” che diventa un “porto” in cui anime ferite approdano, per poter trovare rifugio, ritrovare forza, rifocillarsi, accarezzando ed afferrando la speranza, per poi ripartire. Luoghi del cuore. Porti che fanno sentire a tutti il bisogno di terraferma, ma che rendono irresistibile il richiamo del mare. E prendere il largo, sempre. Per essere non solo accanto ai poveri, ma dalla parte degli ultimi, sempre! Perché l’amore non è mai neutrale,è esigente ed implacabile. Dà la vita per la verità, e la verità è l’Uomo.”

"Partiamo dal presupposto che nessuno è irrecuperabile e che ogni uomo è sempre portatore di enormi potenzialità. Occorre partire da questo per predisporre qualsiasi piano di contrasto alle dipendenze che possa avere un’efficacia reale e misurabile."

"La scelta di una presa in carico totale della persona e non solo del suo problema, di una condivisione non asettica delle sue sofferenze ma anche di una valorizzazione reale dei suoi talenti, possibile solo con un percorso comune, fedeli alla scelta di specchiarsi nell'altro, come recita la nostra filosofia, anche quando lo specchio è incrinato o deformante."